In un’intervistache sarà pubblicata sul prossimo numero del quindicinale “Il Regno”, il cardinale Pio Laghi,attuale prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, si difende dalle accuse di averappoggiato la dittatura in Argentina dal 1976 al 1980, in qualità di nunzio apostolico. Inparticolare, la “Comisión nacional sobre la Desaparición de Personas” e l’associazione delle”Madres de Plaza de Mayo” accusano Laghi di aver difeso il regime militare e di aver taciuto difronte ai crimini commessi da questo. La dittatura militare in Argentina è stata ritenutaresponsabile di numerose torture e violazioni dei diritti umani e della sparizione di quasi 9 milaavversari politici e oppositori. Il card. Laghi, nell’intervista rilasciata a “Il Regno”, replica:”Quello che è accaduto davvero in Argentina io l’ho saputo quando in Argentina non c’ero più”.E aggiunge: “Sul finire del 1979 ebbi la certezza che la violazione dei diritti umani fosse ormaidivenuta sistematica e la condannai. Ma non avevo in mano informazioni precise, prove chepotessero giustificare e motivare una crisi diplomatica”. Tuttavia, “più volte – ricorda il presule -soprattutto nelle omelie delle celebrazioni delle esequie di religiosi e sacerdoti uccisi, hocondannato di fronte ai fedeli quanto stava accadendo”. Laghi, nell’intervista, si chiede anche:”Potevo io fare di più? Me lo sono chiesto migliaia di volte, anche dopo la mia uscitadall’Argentina. E’ difficile assolversi del tutto come singoli, è difficile farlo anche come Chiesa”.