“QuestaFondazione riceve dalla Cei un significativo sostegno: i vescovi italiani sono lieti di esprimerequesto gesto di comunione fraterna, la quale tanto più è salda quanto più è autenticata dallacondivisione della precarietà, delle sofferenze e delle povertà”. Lo ha detto mons.Piergiuseppe Vacchelli, Presidente del Comitato per gli interventi caritativi a favore del TerzoMondo, che guida una rappresentanza della Cei alla riunione annuale di studio dellaFondazione ‘Populorum Progressio’, in corso a Lima da oggi al 25 luglio. La Cei, tramite ilComitato, ha stanziato sinora per la Fondazione circa 6 miliardi, mentre, per il 1997, ne sonostati richiesti 3. “In verità – ha ricordato mons. Vacchelli – i vescovi italiani non dispongono diloro ricchezze” ma “del denaro che i cittadini italiani decidono di destinare alla Chiesa, nel farela denuncia dei redditi: si tratta del contributo dell’8 per mille”. Mons. Vacchelli ha anchericordato che, quanto alla scelta dei progetti da finanziare, “vengono privilegiate le richiesteconcernenti la formazione ai diversi livelli e l’educazione sanitaria, agricola e artigianale”.La Fondazione “Populorum Progressio” è stata creata da Giovanni Paolo II il 9 aprile 1992 peraiutare “i più poveri tra i poveri”. Le premesse dalla Fondazione furono poste da papa PaoloVI, che costituì il Fondo “Populorum Progressio”, presso la Banca inter-americana per losviluppo. Il fondo fu poi trasformato da Giovanni Paolo II in Fondazione, in occasione del Vcentenario dell’evangelizzazione dell’America Latina.