Card. Martini: “Se non c’è pace in Bosnia è in pericolo la pace in Europa”

Loha detto il cardinale Carlo Maria Martini incontrando i sacerdoti di Sarajevo nel corso del suoviaggio in Bosnia che ha iniziato domenica 27 luglio. Accompagnato dalla Caritas Ambrosianaper verificare come si è concretizzato il gemellaggio della sua diocesi con la città martire dellaBosnia, il cardinale ha spiegato la ragione della sua visita con una icona biblica: “Sarajevo – hadetto l’arcivescovo di Milano – la Bosnia è come Gerusalemme: e la Bibbia dice che se non c’èpace a Gerusalemme non c’è pace nel mondo”. E’ la prima volta che un vescovo non bosniacosi ferma così a lungo in questa terra e dopo aver visitato Sarajevo, Martini si è spostato lunedì29 a Zenica, terza città della Bosnia, dove sono stati avviati e realizzati diversi progetti disolidarietà milanesi. Martini ha visitato la mensa della Caritas (sono circa 500 i pasti quotidianipreparati) alla quale stanno prendendo servizio a turno e per tutto il mese un gruppo di 36giovani volontari milanesi. Il cardinale ha poi visitato una scuola interetnica finanziata sempredalla Caritas di Milano e gestita dalle parrocchie cattoliche. L’istituto che è frequentato daquasi 600 giovani tra i 6 e i 17 anni, “non riesce a svilupparsi – fa sapere la Caritas di Milano -perchè le autorità musulmane pongono ostacoli”. Il problema della scuola e in generale latutela della minoranza cattolica è stato posto dal cardinale Martini, incontrando il sindaco diZenica. L’arcivescovo tornera in Italia domenica 3 agosto.