In una nota sulprossimo numero del Sir, don Carlo Caviglione commenta le presunte responsabilità deimedia nella morte prematura di Lady Diana Spencer, osservando che “la triste realtà è quelladi un mercato della notizia che è diventato sempre più esigente. Si va ora a cercare ilresponsabile di tanta tragedia, ma sul banco degli imputati ci siamo anche noi, tutti o quasi.I fotografi vendono e i giornali li seguono perché sanno di dover accontentare un pubblico cheattende il sensazionale.Anche se si è pensato, e giustamente, ad una legge per tutelare la privacy,” i cosiddetti `gustimalsani’ del pubblico continuano “ad esistere e non bastano le leggi per sradicarli”.Secondo don Caviglione, “il problema è più profondo e attinge a quella che, una volta, sichiamava `educazione del cuore’. Come si legge proprio nel Vangelo, è dal cuore dell’uomoche proviene ogni malvagità. E’ difficile giudicare sulle responsabilità” ma “il caso tragico dellaprincipessa potrebbe o dovrebbe far scattare quel minimo di sensibilità che ci induca adabbandonare i nostri gusti malsani “.