In un comunicato stampadiffuso oggi, p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia edei profughi della Fondazione Cei Migrantes, commenta i primi elementi del testo delladirettiva che regola la sorte dei 10.000 albanesi profughi in Italia e che verrà resa nota nelleprossime ore. Secondo p. Mioli, “da questi dati, anche se parziali e generici, sembra che ilGoverno confermi la provvisorietà, ripetutamente affermata, dell’accoglienza a questi profughie, d’altra parte, voglia evitare soluzioni drastiche e traumatiche, quali sarebbero le immediateespulsioni di massa per via coattiva, tra l’altro difficilmente praticabili e capaci di mettere inserie difficoltà il Governo albanese già tanto fragile, col quale lodevolmente si cerca dimantenere un rapporto di collaborazione anche su questo problema specifico. Si è in attesa -sottolinea p. Mioli – di conoscere altri particolari importanti. Per esempio, se il programma dirimpatri in aree ritenute sufficientemente sicure sia concordato con il Governo albanese, se siparli di `quote riservate’ a questi albanesi nell’ambito dei 20.000 ingressi in Italia per motivi dilavoro, se si formalizzerà la concessione del consistente aiuto economico deliberato dall’ultimoConsiglio dei Ministri, quale sia in concreto la `clausola di garanzia’ prevista per chi è ospitatopresso un familiare in regola con il permesso di soggiorno”.