Questo il commento di Giulia Paola Di Nicola, responsabile del Centro personalista di Teramo, alle dichiarazioni del Ministro degli Interni, Giorgio Napolitano, che avrebbe definito le “squillo” (cioè le prostitute che “lavorano” in casa) la “forma più evoluta nel campo della prostituzione”. Nel Rapporto annuale sulla criminalità organizzata, che il Ministro Napolitano ha inviato alla Camera dei Deputati, vengono illustrate le radici storiche del fenomeno: “L’antica Grecia e la società romana consentivano la prostituzione e la ritenevano socialmente utile”. Fino all’arrivo del cristianesimo, “perché i valori di cui portatore mutarono profondamente la figura della donna”. “Solo la Chiesa e il cristianesimo stimano veramente la sessualità “, ribatte Di Nicola, “perché la proteggono da qualunque banalità . Per il cristiano infatti, la sessualità legata alla persona, non puo essere ridotta a qualcosa che si deve che si prende, ma va collegata all’amore, alla donazione libera e cosciente di sé”. L’obiettivo del cristianesimo quello di “rendere la persona fiera della sua dignità, che fatta di spirito, mente e corpo. Quest’ultimo va protetto, rispettato, amato, donato quando anche l’altro decide di donarsi”.