Così donDomenico Sigalini, responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile, commenta,in una nota sul prossimo numero del Sir, la lettera che Giovanni Paolo II ha indirizzato inquesti giorni ai giovani di Roma. “Abbiamo ancora negli occhi e negli orecchi – ricorda donSigalini – l’esplosione di gioia degli italiani e soprattutto dei giovani romani quando il Papa haannunciato a Parigi che Roma ospiterà la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000. Laresponsabilità è pesante, ma entusiasmante”. Ma, secondo don Sigalini, “non si tratta dipreoccuparsi dell’organizzazione, ma soprattutto di una intensa preparazione spirituale. Igiovani vengono invitati a farsi protagonisti di un cambiamento che segnerà il loro futuro,quello della Chiesa di Roma e della stessa città. E’ una ricerca appassionata del vero sensodella vita; è reazione alla cattura dell’intelligenza nel consumismo, nel sesso sfrenato, nellaviolenza. E’ guardare con occhi di speranza e disponibilità all’impegno alla povertà materiale espirituale e alle situazioni di solitudine e di abbandono che si registrano anche a Roma. Pertutto questo occorre tornare a progettare la vita puntando in alto, facendo dell’esistenza undono senza riserve a Dio e al prossimo. Con questo stile, con questa ridefinizione della propriafigura di credenti si può essere missionari di speranza con un più profondo spirito diaccoglienza”.