Caritas: una carta di intenti su carcere e lavoro

Si tratta di un’iniziativa diCaritas Italiana, Federazione Compagnia delle Opere non profit, Fondazione Exodus eGruppo Abele, che è stata presenta oggi, nel corso di una conferenza stampa, a Milano. “Unodei volti dell’emarginazione – si legge in un documento sottoscritto dai quattro Enti – ècertamente quello del carcere, che racchiude molti aspetti di povertà estreme: materiali,culturali e morali. Il carcere assume l’aspetto di un `cronicario’ in cui si riversano problemi chela società non riesce ad affrontare. Affrontare il tema del lavoro e della formazione per chi stain carcere è il tentativo di spezzare questa spirale, di aprire una porta alla speranza di una vitadiversa”.”Molti detenuti – si legge ancora nel documento – sarebbero per legge nella condizione diottenere la semilibertà ma non hanno un lavoro per poterla chiedere”. Per questo, i quattroenti propongono un’iniziativa di “lavoro consortile di più cooperative sociali, cui verrà affidata lagestione diretta delle attività produttive, il rapporto con le persone detenute e l’inserimento diquanti, anche grazie a tale opportunità, potranno fruire della semilibertà, dell’affidamentosociale e di altre misure alternative”. A tal fine, si è deciso inoltre di dare vita ad unaFondazione, “con il compito di coordinare sul piano nazionale le attività da intraprendere” e “diacquisire finanziamenti e commesse di lavoro”. All’agosto 1997, le presenze in carcere erano50.119, di cui 48.112 uomini, in 236 istituti di pena, la cui capienza effettiva è 37.577 posti.