“Il popolo di Dio è una parte importante del progetto culturale”

Lo ha detto alSir padre Fernando Taccone, illustrando al Sir l’impegno dei passionisti per la “missione alpopolo”, e l’apprezzamento per la “missione cittadina” voluta dal Papa per la sua diocesi invista del Giubileo. “La novità della missione di Roma – ha detto padre Taccone del”Segretariato per la missione al popolo” dei padri passionisti – sta nell’aver assunto in pienezzal’idea che tutto il popolo cristiano è missionario. Infatti, protagonisti della prima fase dellamissione di Roma saranno ben 12.500 laici”, anche se ciò “non significa che non ci siabisogno dell’aiuto delle guide della missione, cioè di sacerdoti, religiose, religiosi esperti inquesto settore. Per questo alla seconda fase, cioè la celebrazione della missione, assieme ailaici parteciperanno centinaia di sacerdoti, religiose, religiose di vari istituti”, che nel marzo ’98,”insieme a migliaia di laici, cureranno l’animazione di tutte le realtà delle singole parrocchieromane”. L’esperienza di Roma, secondo padre Taccone, dovrebbe essere imitata dalle altrediocesi italiane, perché “se il popolo non diventa soggetto di cultura, l’attuazione del progettoculturale diventa difficile”. Nel 1998-’99, la missione di Roma entrerà nella terza fase, cheprevede la missione nei grandi ambienti e istituzioni e il dopo-missione che culminerà con ilGiubileo del Duemila.