L’attualità della figura di Paolo VI a cent’anni dalla nascita.

“In questomomento, in cui la Chiesa italiana si sta impegnando per realizzare un progetto culturaleorientato in senso cristiano, il contributo che viene dalla vita e dall’esperienza di Paolo VIcontinua ad essere fondamentale”. Lo ha detto Vittorino Ferla, capo redattore del bimestraledel Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) `Coscienza’, intervenendo oggi a Romaalla conferenza stampa di presentazione dell’ultimo numero della rivista dedicato alla figura diPaolo VI a cento anni dalla sua nascita.Permettere alla cultura di svilupparsi senza controllo o mettere gli intellettuali `al servizio’ delVangelo? “Papa Montini – ha osservato Ferla – è riuscito a risolvere questa discrasia dandovoce ai laici all’interno della Chiesa. In particolare, nel cosiddetto `discorso del ponte’, del1964, ha invitato i credenti a portare nella vita professionale la propria testimonianza di fede,ma anche nella loro vita di credenti le suggestioni della vita `profana’, di tutti i giorni”.”Le parole di Paolo VI nel discorso del ponte – ha detto Rosemary Goldie, consultore presso ilPontificio Consiglio per i Laici – non contengono alcuna contraddizione, ma sono il semplicericoscimento del sussistere nella coscienza umana di due aspetti che non possono restareseparati. Per Paolo VI, i temi del rapporto tra Chiesa, mondo e cultura erano essenziali”.