Intervistato dal Sir in merito al dibattito sulla riforma dello Stato sociale, Lorenzo Caselli,preside della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Genova e presidente delMeic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), ha dichiarato: “La riforma dello Statosociale deve essere strutturale, è una scelta di civiltà. Perciò mi preoccupa sentire parlare solodi date e di miliardi da tagliare per poter entrare in Europa. In realtà sarebbe necessarioistituire una vera e propria costituente della solidarietà, una ‘bicamerale’ per la riforma delloStato sociale. Questo tema va affrontato nella sua globalità e complessità, al di là di problemicongiunturali e calcoli di bottega. Ci dobbiamo chiedere quale solidarietà vogliamo nell’Italia didomani. E dobbiamo discuterne insieme. Purtroppo la ‘bicamerale’ si è limitata a trattarequestioni puramente istituzionali. Ora noi cattolici abbiamo il dovere di lanciare questa’costituente’ della solidarietà”. Le “questioni fondamentali” da discutere in seno alla”costituente della solidarietà”, secondo Caselli, sono le seguenti: “Quale base di servizi comunidobbiamo garantire a tutti e che cosa può essere, invece, realizzato operando sul mercatooppure affidandosi ai ‘corpi intermedi’, cioè famiglie, aggregazioni, comunità”, affinché lo Statosociale non sia “solo lo Stato dei poveri”.