“Questo ridimensionamento, che significa nello stessotempo rilancio di una politica più modesta e più efficace a favore delle autonomie sociali edelle pubbliche istituzioni, è certo difficile in Italia, per tanti anni frontiera della mobilitazioneideologica. Questo passaggio ha dei costi, impone lo smantellamento di privilegi consolidati.Ma è anche molto urgente. In concreto significa tre cose. Della riforma istituzionale e dellariforma dello Stato sociale si è molto parlato (e speriamo si realizzi qualcosa). Ma c’è un altropunto, che è al tempo stesso condizione preliminare e conseguenza necessaria. Riuscire nelcambiamento, investire a medio termine, richiede evidentemente un più consolidato assettodel sistema politico. Esso invece appare ancora strutturato su criteri di emergenza, e semprealle prese con l’incognita della Lega, con la realtà della disaffezione e della protesta. Laquestione è assai urgente per l’opposizione, ma investe anche le forze politiche dimaggioranza. Oltre il gioco dei tatticismi e delle iniziative di propaganda, cui probabilmentecontinueremo ad assistere in queste settimane, auguriamoci di potere intravvedere ancherisposte e proposte di più largo respiro”.