E’quanto chiede Paolo Scandaletti, presidente dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), inrelazione alle immagini dell’agonia di Lady Diana, per le quali si dice sia stato chiesto oltre unmiliardo. “Il nostro sistema informativo – lamenta Scandaletti – è afflitto da una serie di squilibri.Purtroppo, ogni giorno, in tutto il mondo, si verificano tante morti tragiche. Basti pensare, soloper fare un esempio, ai recenti fatti di Algeria. Eppure, a nessuno di questi fatti la stampariserva lo stesso spazio che è stato concesso alla morte di Lady D”. Secondo Scandaletti, “ilpettegolezzo, che prima si faceva solo con i testi, adesso si è esasperato e, poiché la nostra èla società delle immagini, porta alla ricerca di fotografie sempre più crude, che sembra lecitoprocurarsi in ogni modo”. “Come hanno osservato anche molti direttori di giornali – ha detto Scandaletti al Sir – si èsuperato il limite. Dunque, è giusto, come è stato fatto, invitare i direttori a non comprare lefoto dell’agonia di Diana. Ma, più in generale, occorre anche che i lettori capiscano chequando si recano in edicola sono in grado di controllare il mercato. E possono farlo rifuggendoil sensazionalismo e rifiutandosi di comprare quei giornali che lo inseguono a tutti i costi.Perché ciò avvenga, è necessario un cambiamento di mentalità da parte dei lettori e questocambiamento è responsabilità della classe dirigente del Paese nella sua interezza. Non solo laclasse dirigente politica ma anche quella culturale ed educativa, cominciando già dalle singolecase: i genitori dovrebbero badare ai giornali che leggono e ai discorsi che fanno con i proprifigli”.