E’quanto afferma, in un’intervista sul prossimo numero della rivista “Il Regno”, mons. HenriTeissier, arcivescovo di Algeri. “Tutta la popolazione – osserva mons. Teissier – aspetta congrande forza la liberazione da questa violenza. Tutte le famiglie sono state colpite in unamaniera o in un’altra”. E’ qui, secondo l’arcivescovo, che si trova una ragione di speranza:nella “forza del popolo che lotta per la vita quotidiana”.L’arcivescovo fa inoltre il punto sulla presenza della Chiesa cattolica nel Paese, a circa unanno dall’uccisione di sette monaci nel monastero di Tibhirine e dalla morte di mons. Claverie,vescovo di Orano. “Non abbiamo difficoltà con le autorità sia civili che religiose – affermamons. Teissier -, la libertà di culto e di riunione in Algeria è reale. Da molto tempo abbiamointerpretato la nostra vocazione come quella di essere la Chiesa del popolo algerino, che èmusulmano. Molti algerini che precedentemente non prestavano attenzione alla nostraesistenza sono oggi consapevoli che anche il nostro gruppo ha il suo significato nella vita delPaese. In questo modo, una Chiesa che potrebbe rischiare di essere solo un servizio cultualeper una minoranza diviene sempre più un elemento prezioso nella resistenza comune,nell’affermazione del diritto al rispetto delle differenze e, di più, un segno di un Dio altro e diun’altra comprensione della religione”.