Lo ha affermatoil prof. Domenico Di Virgilio, presidente dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci) che hatenuto oggi a Bologna il convegno su “Il medico e il dolore”, nell’ambito del 23° Congressoeucaristico.”Una riflessione seria sulla qualità della vita – ha detto Di Virgilio – non può prescindere dallaquestione del dolore. Esso fa da ‘ponte’ tra il medico, che lo deve sconfiggere, e il malato chesi attende una cura che non escluda comprensione e condivisione.Non é dunque possibile ridurre la sofferenza soltanto alla malattia che esige, ovviamente, ilricorso ai farmaci, ma bisogna cercare di rispondere alle domande di significato che l’uomo sipone nell’esperienza del dolore”.Corrado Manni, del Policlinico Gemelli di Roma, richiamando i casi di gravi sofferenze fisiche,ha affermato che spesso si assiste ad “una congiura del silenzio tra medico e famiglia delmalato che viene tenuto all’oscuro della sua situazione per il suo bene”.Secondo Manni questa prassi, “diffusa solo in Italia”, non é sempre condivisibile e comunquenon può diventare una regola. “Non si tratta di dire o di non dire – ha affermato il primarioanestesista – ma, piuttosto, di come dire”.