E’quanto raccomanda il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, che si è tenutoa Roma dal 15 al 18 settembre. Citando la prolusione ai lavori del Consiglio del card. CamilloRuini, il comunicato finale ribadisce che “un serio impegno esige anche la risposta alle giusteistanze di autonomia, che non vanno confuse con le ‘infauste suggestioni separatiste'”.Presentando, questo comunicato ai giornalisti, il Segretario Generale della Cei, mons. EnnioAntonelli, ha tenuto a precisare che “i vescovi non scendono a disegnare le istituzioni, mapresentano degli obiettivi e dei valori che devono guidare questo lavoro di costruzione”.Tra questi “obiettivi”, mons. Antonelli, ha indicato in particolare quello di “distinguere le materiee le competenze da attribuire alle regioni e ai comuni”. Perciò, ha proseguito, è importante”muoversi con vera responsabilità” affinché non ci si limiti alla “semplice applicazione di regolestabilite dal centro”. Tuttavia, i vescovi sono preoccupati per lo “stato di ‘debolezza’” in cuiversa oggi la società civile italiana. E propongono un nuovo modello di convivenza civile: “Néindividualismo né statalismo – ha spiegato Antonelli – ma articolazione della convivenza umanain modo che crescano insieme responsabilità e solidarietà”.