“Il problema di avere una tv cattolicaera sentito da tempo”, afferma Enea Piccinelli, responsabile del Coordinamento delleassociazioni per la comunicazione, commentando l’iniziativa della Cei di promuovere una tvdigitale via satellite. “Avremo finalmente una tv vicina alla nostra sensibilità e ai nostri valori,capace di salvaguardare la dignità della persona, i diritti delle famiglie e dei minori. Perciò nonpossiamo che essere soddisfatti. D’altronde la tv è il più diffuso tra i mezzi di comunicazione”,nota Piccinelli. Ma ora, prosegue, “è necessario che ci sia una risposta puntuale degli utenticattolici all’iniziativa della Cei. Questo significa che le famiglie che ne avranno la possibilitàdovranno fare lo sforzo di dotarsi, pian piano, dell’antenna parabolica e dell’apparecchiaturaper la lettura del segnale digitale. Mi auguro che, aumentando il numero delle apparecchiaturevendute, il loro costo diminuisca”.”Sono certo – assicura Piccinelli – che le 20 associazioni che fanno parte del Coordinamento, ele moltissime altre associazioni cattoliche, faranno tutto il possibile per promuovere ladiffusione della tv della Chiesa italiana”. Certamente, prosegue, “il fatto che anche la Rai abbiacominciato le trasmissioni della tv digitale via satellite dovrebbe facilitare la diffusione delleapparecchiature e, di conseguenza, anche l’affermarsi della tv della Chiesa italiana”.