Congresso eucaristico: premessa per il dialogo è una identità chiara e forte

“La Chiesa, e in essa i credenti, devono recuperare la propria identità in maniera chiara eforte: è questa la premessa per poter dialogare con le altre religioni e con i non credenti”: lo hadetto oggi a Bologna il card. Giacomo Biffi, durante la conferenza stampa conclusivadell’incontro delle aggregazioni laicali. Secondo Biffi, infatti, “l’Eucarestia è ‘il fatto’ proprio edesclusivo dei credenti ed il rito che caratterizza i discepoli di Cristo.Non è con l’Eucarestia chesi può dialogare – ha proseguito – ad esempio con i musulmani o con gli indifferenti. Semmai sitratta di trovare, a partire dalla verità di Cristo, unico Salvatore, l’occasione di dialogo con lealtre confessioni cristiane”. Secondo Kiko Arguello, del Cammino neocatecumenale, “il dialogocon il mondo si attua, da parte del credente, a partire dalla grande notizia di cui è portatore:che Cristo ha vinto la morte una volta per tutte e per tutti”. “La missione della Chiesa oggi esempre – ha proseguito – è quella di portare l’umanità all’altra riva, partendo dalla fede nellavita eterna che è il dono più prezioso avuto dal cristiano”. “Chiara Lubich (movimento deiFocolari) ha posto l’accento sulla necessità di presentare Cristo come “l’amore”. “Anche deibuddisti – ha detto – hanno accolto il Cristo crocefisso solo quando hanno compreso che la suamorte è stata un grande gesto di amore per gli uomini. Per dialogare con gli uomini bisognapoter annunciare questa verità”. Don Luigi Negri, di Comunione e Liberazione, ha ricordatoche i primi congressi eucaristici nel secolo scorso sorsero come iniziativa della base dei fedeli,desiderosi di poter rendere un pubblico culto all’Eucarestia, quale punto focale della propriafede. E che da lì vennero accolti e poi divennero eventi ufficiali della Chiesa intera.