“Basta parlare di Assisi e disan Francesco per capire quale può essere il dramma che tutta l’umanità, al di là dellaconfessione religiosa, oggi prova. – ha dichiarato al Sir mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovodi Siena e membro della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro – Due fratisono morti sul campo, e questo fatto aggrava ulteriormente la perdita. C’è da aspettarsi che gliesami esatti della situazione possano consentire un recupero di questo patrimonio artisticoche rappresenta per tutta l’umanità un invito a saper guardare in alto, come ci ha insegnatosan Francesco”.”In questo momento – ha proseguito mons. Bonicelli – il mondo non può non guardare adAssisi: l’arte italiana, con Giotto e Simone Martini, si è fatta ad Assisi, città che è un punto diriferimento per lo sviluppo dell’arte italiana. Se poi, accanto a questo, si considera che sanFrancesco rappresenta, nella storia dell’umanità, una delle persone più pure, un uomo dagliideali a cui tutti oggi guardano nonostante le diverse appartenenze religiose, penso che ilrichiamo di Assisi sia di tale importanza da esigere che tutta l’umanità si muova nei limiti delpossibile pre restituire alla loro primitiva bellezza le opere d’arte danneggiate”.