Questa notte, alle2,37, è esploso un ordigno che ha provocato seri danni alla cappella e all’abitazione dei gesuitiche vivono a Sarajevo. Lo rende noto la Compagnia di Gesù in un comunicato stampa diffusooggi. “Non ci sono stati feriti – riporta il comunicato – e la polizia sta procedendo nelle indagini”.”Questo attentato ci coglie del tutto di sorpresa – ha detto al Sir p. Boguslav Steczek,assistente per le province slave. “E’ difficile dire chi abbia potuto compiere un gesto cosìinsensato”. I gesuiti che vivono a Sarajevo provengono da Bosnia, Croazia, Slovenia,repubblica Ceca e Germania. “Sono a Sarajevo – ha osservato p. Steczek – per portare aiutoalla gente e sanno di correre dei pericoli. Questo, però, non li scoraggia, ma anzi spinge adandare avanti: tra breve, ad esempio, inizierà la costruzione di un nuovo centro di spiritualità ea questi 5 sacerdoti se ne aggiungeranno altri due. Restiamo – ha detto p. Steczek – peralimentare la speranza, come abbiamo fatto durante tutto il conflitto: le difficoltà ci stimolano”.A Sarajevo, i gesuiti forniscono aiuto a oltre 1.700 persone e animano una parrocchia, in cui èattiva una mensa popolare che offre ogni giorno oltre 200 pasti. La provincia croata dellaCompagnia di Gesù conta 173 membri: 115 sacerdoti, 33 scolastici e 22 fratelli.