Algeria: nel rifiuto dei piani di pace, continuano le stragi

“In Algeria, dopo ilrifiuto del patto di pace proposto dalla Comunità di Sant’Egidio, sono morte almeno altre20.000 persone. Tutto questo deve far riflettere”. E’ quanto afferma, in un’intervista rilasciata alsettimanale diocesano ‘Verona Fedele’ Andrea Riccardi, fondatore della ComunitàSant’Egidio, parlando dell’Algeria, dove, nei giorni scorsi, altri 250 civili sono stati sgozzati daigruppi degli integralisti islamici. “Quello che accade alle donne, risparmiate negli eccidi persoddisfare qualche capo terrorista – continua Riccardi – è l’emblema di cosa sta succedendoall’Algeria. Come è l’emblema di una popolazione costretta a tacere, l’assassinio di moltigiornalisti”La Comunità di Sant’Egidio tra il 1994 e il 1995 ha promosso una serie di Colloqui di pace,svoltisi a Roma, tra i vari esponenti politici algerini. Da questi incontri è scaturita una”Piattaforma per una soluzione politica e pacifica della crisi algerina”. «Il nostro tentativo didialogo – spiega Riccardi – non è fallito. E’ stato semplicemente rifiutato. Dal potere militare,all’interno del quale ci sono molte divergenze. Un potere che garantisce gli interessimacroeconomici, ma che è in grado di uscire da questa situazione”.”I miei connazionali – afferma Nacera Benali, corrispondente dall’Italia per ‘El Watan’, unquotidiano indipendente di Algeri – ormai sono abituati a questa situazione; continuano avivere, a fare le stesse cose. Hanno imparato ad essere vigili, ad andare avanti anche dopol’ennesimo massacro. Non perché sono fatalisti. Anzi hanno bisogno di normalità. Voglionoimpedire che il terrore interrompa il loro cammino verso la democrazia”.