Masseroni: non è crisi di vocazioni, è crisi di educatori

Lo ha affermatomons. Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli e presidente della Commissione Cei per ilClero, intervenendo stamane all’VIII incontro nazionale dei direttori del Cdv in corso a Rocca diPapa (Roma). “L’uomo post-moderno – ha spiegato Masseroni – è un timido soggettointerrogante. La stessa domanda di senso della vita viene indebolita, resta soffocata da unacultura che propina continuamente bisogni indotti. Ciò determina soprattutto nei giovaniatteggiamenti di indecisione, psicolabilità diffusa, paura di fronte a scelte definitive”. Secondomons. Masseroni, questa situazione non deve generare negli educatori “sensi di colpa edinutili vittimismi” per cui “la stessa penuria di vocazioni viene vissuta talvolta come una sorta dipunizione, come l’esito finale di scelte sbagliate, con rassegnazione, stanchezza, attesa disoluzioni e svolte storiche”. “Oggi – ha osservato Masseroni – la crisi delle vocazioni dipendedalla debolezza della mediazione educativa, che interpreta la chiamata e favorisce la risposta,aiuta i giovani a mettersi in ascolto, a porre domande, a interrogare Dio. Perdura invece nelleparrocchie la convinzione che la vocazione sia un desiderio che sboccia spontaneamentenella persona. Ma nessun apostolo ha scelto di seguire Gesù per impulso personale.Ciascuno è stato chiamato per nome e quando i giovani oggi percepiscono la chiamata dannosempre risposte generose e serie”. Per questo motivo c’è “bisogno di personalità spiritualiforti, capaci di dialogo, ascolto e proposte educative credibili, in grado di “entusiasmare igiovani con ideali alti”.