Messaggio dei valdesi per il 150° anniversario delle “lettere patenti” di Carlo Alberto. La libertà, o è per tutti, o non è vera libertà. Questo, in sintesi, il messaggio che ivaldesi intendono lanciare al paese in occasione delle prossime celebrazioni per il 150°anniversario delle “Lettere patenti” con cui il re Carlo Alberto, il 17 febbraio 1848, concesse idiritti civili e politici alla minoranza valdese. Il messaggio, secondo quanto riferisce l’agenzia distampa della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, è stato approvato nel corso delrecente Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste, svoltosi a fine agosto a Torre Pellice (To).Ricordando come “i valdesi e gli altri evangelici abbiano saputo trasformare questo atto ditolleranza nel punto di partenza per affermare il principio della libertà di coscienza”, il Sinodoha affermato che la ricorrenza riguarda “tutti i cittadini e tutte le confessioni religiose, ivicompresa la cattolica romana”.”E’ importante sottolineare – ha detto il pastore Giorgio Tourn, presidente della FondazioneCentro culturale valdese – che le Lettere Patenti non innovavano nulla riguardo alla libertàreligiosa. Ma questa libertà a metà non poteva soddisfare i valdesi, che forzarono lanormativa, iniziarono ad aprire le loro chiese ovunque e ad impegnarsi nella vita sociale,scommettendo sull’Italia liberale. Tutto l’impegno politico e sociale dei valdesi, dal 1848 adoggi, è improntato a questa concezione di una libertà che o è per tutti o non è”. In occasionedelle celebrazioni, il 15 febbraio 1998 verrà inaugurata a Torre Pellice la nuova sede degliArchivi storici valdesi, con la partecipazione del Presidente della Repubblica.