Nota settimanale (2)

«Potrebbe sembrare ma non è certamente un discorsosemplice, perchè pungola all’innovazione e ad un cambiamento che non è fine a se stesso,ma che deve essere orientato. Il discorso del Papa è rivolto a tutto il Paese, e, quindi, ancheai cattolici. E’ rivolto al Paese perchè il momento è delicato. Non è con il gioco tattico o conuna politica gridata, nè adorando il dio Po che si cambia sul serio. Oggi tanti sentono ungrande bisogno non di effimere parole d’ordine, ma di avere gli elementi per riuscire aguardare oltre una politica avvolta nella ragnatela degli schieramenti, oltre la grandemarmellata della comunicazione. Principi chiari, mete di sviluppo ambiziose, senza le qualiqualsiasi comunità si sfilaccia, ma anche grande concretezza sui bisogni reali della gente. E ilPapa parla della storia, ma richiama con passione le tre grandi emergenze del Paese, lafamiglia, la scuola, il lavoro. Il Papa parla in particolare ai cattolici. Affermare che “l’identitàvera e profonda del Paese si rivela inequivocabilmente nel Cristianesimo” è dire una cosaassai impegnativa per ogni singolo cattolico, e per la Chiesa nel suo complesso. Impone permolti versi di chiudere con complessi e riflessi culturali tipici di una stagione di crisi». (segue)