“Proprio ilfatto di avere avuto per molti anni un problema etnico, che ora per fortuna si sta risolvendo, glialtoatesini stanno mostrando una notevole apertura e tolleranza verso i numerosi immigratiextracomunitari presenti sul territorio. Da parte soprattutto delle comunità parrocchiali, sia dilingua italiana che tedesca, c’è disponibilità e impegno di accoglienza verso i più bisognosi, cuisi provvede con la casa, il lavoro, aiuti di vario genere”: è il commento di Paolo Ferrari, delservizio informazioni della curia di Bolzano-Bressanone, alla notizia del battesimo cristiano diun giovane africano, celebrato dal vescovo mons. Wilhelm Egger. Il giovane, 35 anni, dellaCosta d’Avorio, che ha abbondonato la religione animista (credenza in anime e spiriti chesopravvivono agli uomini, trasferendosi in animali, piante e esseri non viventi), è giunto alladecisione del battesimo dopo aver fatto un percorso formativo insieme alla sua fidanzata,cristiana. In Italia da un anno, dopo esserearrivato a Palermo è salito fino a Bolzano e oggi lavora in un’impresa di pulizie e frequenta laparrocchia di Tre Santi. Durante il rito del battesimo, il vescovo Egger ha detto tra l’altro:”Questo battesimo testimonia l’importanza di una fede adulta e la capacità di accoglienza dellaChiesa universale, che sa dare un tetto all’anima di tutti e, in questo caso, anche al corpo”. Gliimmigrati terzomondiali a Bolzano sono alcune centinaia, e un discreto numero è di fedecattolica. La maggior parte ha una casa e un lavoro e si sta inserendo bene nel tessutosociale.