Nel corso della conferenza stampa, qualche giornalista ha sollevato critiche neiconfronti del documento considerato “riformistico e antirivoluzionario”. Il cardinale Etchegarayha risposto dicendo che «il documento è un’utopia praticabile, perché sollecita disegniriformistici tesi a ridistribuire la terra con programmi mirati di assistenza finanziaria disegnatiper i poveri e per le donne che vanno accompagnati da programmi in cui i diritti di proprietàvengono definiti in modo chiaro. La redistribuzione della terra rappresenta anche untrasferimento di potere politico ed economico essenziale per rompere la dipendenza con ilpotere dei grandi proprietari, delle istituzioni che prestano denaro e delle élites urbane efavorisce la partecipazione ai benefici derivanti dalla crescita economica».A questo proposito mons. Giampaolo Crepaldi, Sottosegretario del Pontificio Consiglio dellaGiustizia e della Pace, ha aggiunto che «il latifondo è condannato perché rappresenta lagrande proprietà terriera le cui risorse sono di solito sottoutilizzate, spesso appartenente ad unproprietario assenteista, che impiega lavoro salariato ed utilizza tecnologie agricole arretrate».