Card. Etchegaray: “la riforma agraria è necessaria per ridurre la povertà”

Lo ha detto il card. Roger Etchegaray, presidente del Pontificio Consiglio dellaGiustizia e della Pace, presentando oggi il documento “Per una migliore distribuzione dellaterra. La sfida della riforma agraria”. La proposta della riforma agraria – ha spiegato ilcardinale, definendo il testo “un documento profondamente ‘giubilare’, che affronta il problemadella eccessiva concentrazione della terra in grandi proprietà e dell’eccessiva polverizzazionedelle piccole aziende spesso ai margini del mercato – è il “punto di forza” dell’intero documentovaticano. Molte riforme agrarie sono “miseramente fallite” perché “identificate unicamente conl’espropriazione della terra e la sua successiva suddivisione”; tutto ciò, invece, non basta,poiché è necessaria – ha osservato Etchegaray – “una politica riformistica in grado di attivaretutti i fattori, da quelli culturali a quelli sociali, da quelli economici a quelli politici”. In questaprospettiva, una riforma agraria “deve essere capace di utilizzare i mercati per offriretecnologie, servizi ed infrastrutture adeguate, di rimuovere barriere di accesso al credito edalla educazione per i poveri e per i più svantaggiati, fra cui le donne”. Una politica di riforma inquesto campo, inoltre, deve essere in grado di “offrire maggiori opportunità di integrazione tral’agricoltura e gli altri settori” e di “rimuovere i vincoli istituzionali che frenano il radicamento el’espansione dell’azienda familiare”. Nel documento, si evidenzia “la connessione tra ilprincipio della destinazione universale dei beni e la proprietà privata”; un’istituzione,quest’ultima, che, “quando è chiaramente definita nelle sue finalità, favorisce la crescita degliinvestimenti e della produttività”. (segue)