La clonazione umana “èil masimo del dominio dell’uomo sull’uomo”, ha detto mons. Elio Sgreccia, vice presidente dellaPontificia Accademia per la Vita. Sgreccia ha presentato oggi a Roma il convegno di studio su”Identità e Statuto dell’embrione umano”, organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita, incollaborazione con il Forum delle Associazioni familiari e con il Forum delle Associazionisanitarie cristiane, in programma il 15 e 16 gennaio prossimi nella capitale. Facendoriferimento alle ultime notizie provenienti dagli Stati Uniti, dove un gruppo di scienziati intendeprocedere alla clonazione degli esseri umani, mons. Sgreccia ha detto: “La clonazione umanarappresenta un abuso da fermare”. Sono due, secondo il vice presidente della Accademia perla Vita – le “ragioni” per dire no a questo tipo di sperimentazione. “Colui che intende fare unaclonazione di se stesso – ha spiegato mons. Sgreccia – tratta l’individuo clonato come unpupazzo d’argilla che si può tranquillamente modellare sulla propria immagine. La differenzaperò è che qui non siamo di fronte ad un pupazzo ma ad un altro essere umano”. Mons.Sgreccia ha così voluto sottolineare “l’estrema disumanità” di questo atto che rappresenta – haaggiunto – “un tentativo di sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Ci si può salvare dalla schiavitùma da un’impronta biologica così precisa e radicale, nessuno se ne può liberare”. La secondaragione per schierarsi contro la possibilità della clonazione umana è, secondo mons. Sgreccia,riconducibile al fatto che in questo caso “la procreazione non è più frutto né di un atto d’amoretra un uomo e una donna nè della sessualità”.