Il Papa in Campidoglio: Roma, “crocevia” di culture e religioni.

“Un eventostorico, in attesa dell’imminente viaggio a Cuba”. Così il Sir, sul prossimo numero, commentala visita compiuta oggi dal Papa in Campidoglio, 32 anni dopo quella di Paolo VI. Dopo averaffermato, al di fuori del discorso ufficiale, di sentirsi “cittadino romano”, il Papa – si legge nellanota del Sir – ha riconosciuto “che il volto di Roma è profondamente mutato”, poiché”l’affermarsi di differenti modelli culturali e sociali e di nuove sensibilità hanno reso laconvivenza cittadina più complessa, più aperta, più problematica”; ha “chiamato per nome tuttigli interlocutori antichi e più recenti, le comunità ebraica e musulmana, le altre confessionicristiane, coloro che non credono e che comunque sono alla ricerca”. Per il Pontefice,commenta il Sir, “la Roma cristiana e la Roma civile non sono contrapposte, non sonoalternative”, ma “unite insieme, nel rispetto delle diverse competenze”. In questo senso,continua la nota, “il discorso su Roma diventa esemplare del rapporto della Chiesa con lasocietà. Nel momento in cui allarga il dialogo a tutti, con grande apertura e con granderispetto, con il dinamismo che non lo abbandona anche oggi che è più vecchio e più stanco,Giovanni Paolo II rivolge anche un vibrante appello ai romani: ‘rimanete fedeli agliintramontabili valori della vostra civiltà, vivificata dalla fede cattolica’”. E’ questa “robustafedeltà”, secondo il Papa, “la condizione per andare veramente avanti, senza complessi, sullastrada della costituzione di una civiltà a misura d’uomo, ospitale per tutti”.