Cooperazione internazionale: proposte degli istituti missionari e delle Ong

Dopo due anni di ritardi, il disegno di legge per la riforma della cooperazioneinternazionale è giunto in Parlamento e la Cimi (Conferenza istituti missionari italiani) hapresentato oggi, in una conferenza stampa a Roma, il proprio punto di vista sulla proposta,esprimendo però “preoccupazione per il pericolo di insabbiamento” della legge. La Cimi hainvitato il Parlamento a sviluppare “un dibattito serio e approfondito” aperto anche alla societàcivile, affinché si arrivi, “entro l’anno” all’approvazione della legge. A questo proposito haricordato alcuni “principi fondamentali” da tener presente: “La cooperazione deve partire dallasolidarietà con i bisogni reali dei paesi impoveriti – ha detto p. Gottardo Pasqualetti, presidentedella Cimi – e non da criteri dettati da altri valori, quali l’interesse economico o lasubordinazione alla politica estera”. Padre Pasqualetti ha sottolineato l’incompatibilità dellacooperazione con “gli interventi a sostegno di operazioni militari” nei paesi del Sud del mondoe la necessità di gestire questi fondi “in maniera trasparente, con strumenti adeguati dicontrollo e strutture nuove, professionali e poco costose”. Altra idea da superare, ha spiegato,”è la concezione statocentrica della cooperazione”, valorizzando invece le risorse dei cittadini,delle associazioni e degli immigrati in Italia, per uno “scambio fecondo tra comunità umane”.La Cimi ha chiesto inoltre “il rilancio degli stanziamenti dedicati alla cooperazione” fino araggiungere, almeno, lo 0,7% del prodotto interno lordo.