Venezia: un cattolico su due é favorevole alla chiusura del casinò e per questosarebbe disposto a pagare più tasse. Questo il risultato del sondaggio promosso dalsettimanale diocesano “Gente Veneta” tra i suoi lettori. Un cattolico su due, scrive il giornalenel numero in edicola da oggi, afferma: “Pagherei più tasse purché fosse chiuso il Casinò diVenezia”. Il tema è d’attualità nella laguna veneta, poiché la casa gioco, pur segnando recorddi incassi, ha registrato scioperi e contestazioni che hanno portato al rinnovo del Consigliod’amministrazione. Inoltre, dal Casinò il Comune di Venezia ricava 80 miliardi l’anno, circa il 12per cento delle entrate locali. “Gente Veneta” riporta, tra gli altri, il commento di don DinoPistolato, direttore della Caritas diocesana: “Da un punto di vista morale – afferma – il Casinòandrebbe chiuso, perché spesso rovina le persone, ed é l’anticamera dell’usura. Del resto è lostesso gioco d’azzardo che è immorale e pericoloso”. Di parere diverso don Fabio Longoni,direttore della Scuola di Formazione all’Impegno sociale e politico: “Per me questo è unproblema laico, non religioso. La Chiesa condanna chi gioca, quindi a me interessa che icredenti non ci vadano. Ma il Casinò è aperto a tutti, quindi non è un problema della Chiesa.Se poi può fare del bene alla città tanto meglio”. Anche tra la “base” dei fedeli, la maggiorparte è contraria a pagare più tasse se il Casinò fosse chiuso. Infatti, da due sondaggi svolti aVenezia e Mestre, all’uscita dalla Messa la maggior parte si dice favorevole al Casinò perché”ci sono guai ben peggiori”.