Mons. Maggiolini: “no alla liberalizzazione della droga”

“Una politica diliberalizzazione non farebbe altro che accrescere l’uso della droga stessa e favorire lospostamento del mercato clandestino su sostanze sempre più deleterie, per coprire la perditadi quella liberalizzata”. Lo ha detto mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, nel corsodell’omelia della Messa di fine anno. Facendo riferimento al diffondersi della droga tra i giovanicome sintomo del sempre crescente disagio giovanile, il vescovo ha precisato che “ladistribuzione controllata dell’eroina è forse tollerabile per soluzioni estreme”: se generalizzata,invece, essa “chiuderebbe il soggetto in una prigione psicologica dalla quale gli sarebbepressoché impossibile uscire”. Maggiolini ha poi messo l’accento sui “segni preoccupanti diuna campagna virulenta la quale, sotto l’apparenza di attenzione ai più deboli, segna quasiun’abdicazione di impegno e finisce con il facilitare la deriva dei giovani. Una sperimentazioneseria, eticamente valida, è possibile, anzi doverosa, ma non a scapito di interventi collaudatiche hanno già dato esiti positivi”. Al di là del dilemma tra repressione o liberalizzazione, hafatto notare il vescovo, “il mercato clandestino sarà sempre vincente; perciò occorreprivilegiare gli interventi sulla domanda di droga, operando in maniera vigorosa e incisiva sullaprevenzione e sul recupero”. Nella zona di Como, secondo indagini recenti, il 10-15 per centodei giovani tra i 20 e i 35 anni fanno uso di stupefacenti.