Lo ha detto padreBruno Mioli della Fondazione Cei Migrantes a commento oggi al nuovo sbarco di immigraticurdi sulle coste italiane dopo un “lungo e rischioso viaggio”. “Non possono sfuggire – ha dettop. Mioli – alcune novità di grossa portata. Anzitutto la posizione chiara, e nel contesto dellascena interna ed europea, anche coraggiosa del nostro governo, nel dichiarare l’ammissibilitàdi questo carico umano all’asilo non semplicemente umanitario, ma politico, il che sottointendeuna presa di posizione, anzi un giudizio severo contro chi è il primo responsabile di questedrammatiche avventure”. Secondo il p.Mioli, l’atteggiamento dimostrato dal nostro governo el’intenzione enunciata dallo stesso ministro Napolitano di portare il problema in sede di UnioneEuropea sollecita “i partners a non tenere una posizione soltanto incuriosita e critica su quantosta accadendo, magari mettendo sotto gli occhi dell’Italia gli accordi di Schengen perrichiamarla a un più severo controllo delle frontiere”, ma a “lasciarsi coinvolgere dal problemache non può riguardare solo l’Italia e tutt’al più la Grecia”. Questo coinvolgimento deve peròspingere la comunità europea “non a rattoppare le falle di una barca alla deriva – fa notare p.Mioli – ma ad andare alla radice stessa del problema, cioé alla condizione di barbararepressione e soppressione di un popolo”. Altro aspetto positivo – secondo p. Mioli – sta nelfatto che il governo ha trovato aperture e consensi alla sua linea politica ed umanitaria anchefuori dell’area della maggioranza. “Ed anche questo è segno incoraggiante che, una voltatanto, l’Italia riscopre la sua vera identità di Paese civile, tale per tradizione umanitaria e pervocazione cristiana”.