“Di fronte ai fenomenidilaganti della tossicodipendenza, della violenza, della perdita di senso, le famiglie hannobisogno di una scuola che superi ogni timidezza o censura per sollecitare il pensiero e ildialogo sui temi importanti della vita”: è quanto scrive l’A.Ge. (Associazione italiana genitori),in una nota diffusa alla stampa in tema di ora di religione. In questi giorni infatti le famiglie e glistudenti debbono comunicare alle scuole se aderiscono o meno all’insegnamento dellareligione cattolica e l’A.Ge. nota “l’anomalia, esclusivamente italiana, per cui si è costretti ascegliere tra un’ora di religione o un’ora del ‘vuoto’ “. Il presidente nazionale GiuseppeRichiedei giudica tale situazione “paradossale per un’istituzione come la scuola, a cui nondovrebbero mancare competenza e creatività nell’offrire ai giovani occasioni molteplici dicrescita culturale e sociale”. “L’ora del vuoto o del nulla – prosegue – lascia gli alunni in balìa dise stessi e ne promuove di fatto il disimpegno scolastico, con conseguenze gravi”. L’invito alleforze politiche e culturali è quindi “di farsi carico del fatto che le famiglie oggi esprimonodomande sempre più differenti in campo educativo, culturale e religioso” e quindi una rispostaa queste domande un dovere pubblico rilevante.