Lo ha detto AntonioMaria Baggio, docente di etica alla Pontificia Università Gregoriana, intervenendo oggi alseminario su “I cattolici e la scuola in Italia”, organizzato dall’Ufficio nazionale per l’educazione,la scuola e l’università. “Non bastano – ha spiegato il docente – gli aspetti economico-monetariper conferire stabilità all’Europa: senza la dimensione etica, non è pensabile neanche l’Europaeconomico-finanziaria”. L’Europa, per Baggio, può “fare da ‘cerniera mondiale’, da ‘trait-d’union’ dei blocchi già esistenti nella globalizzazione dei mercati finanziari soltantoriscoprendo la propria vocazione culturale, in particolare quella all’interculturalità”. Tutto ciò,per il relatore, significa “considerare la cultura come ‘motore’ e finalità dello sviluppo,collocando la persona al centro del sistema scolastico e chiamando il mondo della scuola aduna progettualità ‘alta’”. “Chi parla di ‘persona’ – ha precisato Baggio – è già debitore delcristianesimo, che propone la sua antropologia modellata sul Vangelo da duemila anni”. Vistoche L’Europa del futuro è destinata ad essere “una realtà comunitaria, consapevole della suaappartenenza ad una tradizione”, ma anche “il luogo delle libertà individuali”, il sistemaeducativo, per Baggio, “assumerà un ruolo strategico”, poiché “dovrà aiutare le persone ariconoscersi in una tradizione, e contemporaneamente ad attuare un proprio percorsoformativo originale e creativo”. “Una società che non dà spazio all’educazione rischia di nonessere democratica”, ha detto don Gianni Ambrosio, della Facoltà Teologica dell’Italiasettentrionale, soffermandosi sullo necessità di uno stretto rapporto tra pastorale scolastica eprogetto culturale, “per far recuperare all’istituzione scuola la sua finalità educativa e perrealizzare insieme azioni di ricerca”.