E’ quanto scrive il Papa nel messaggio, diffuso oggi, per la 32ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in programma il 24 maggio prossimo. Il tema scelto dal Santo Padre per la Giornata, che in Italia si celebra l’11 ottobre, è “Sorretti dallo Spirito, comunicare la speranza”. “I comunicatori cristiani – osserva il Papa trasmetteranno una speranza credibile se essi per primi la sperimenteranno nella propria vita, e ciò accadrà soltanto se saranno uomini e donne di preghiera”. La comunicazione di massa, ricorda il Papa, “non è un esercizio utilitaristico volto semplicemente a sollecitare, persuadere o vendere”, e tantomeno “un veicolo per l’ideologia”. I mass media “possono ridurre gli esseri umani a unità di consumo o a gruppi di interesse in competizione fra loro, o manipolare telespettatori, lettori e ascoltatori”, ma la vera comunicazione “ha il compito di unire le persone e di arricchire la loro vita, non di isolarle e distruggerle”. Se, dunque, i mezzi di comunicazione sociale sono “utilizzati in maniera corretta”, possono “contribuire a creare e a mantenere una comunità umana basata sulla giustizia e sulla carità”, diventando così “segni di speranza” e favorendo “lo scambio di informazioni autentiche, di idee costruttive di valori sani”. La “sfida”, per chi fa comunicazione nella Chiesa, secondo il Papa non è soltanto quella “a utilizzare i mezzi di comunicazione per diffondere il Vangelo, ma anche a inserire il messaggio evangelico nella ‘nuova cultura’ creata dalla comunicazione moderna”, impegnandosi per una formazione che non sia solo tecnica, morale, culturale o professionale, ma prima di tutto “formazione alla vita interiore, la vita dello Spirito”.