Commentando per il Sir il messaggio di Giovanni Paolo II per la 32ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà quest’anno domenica 24 maggio, don Claudio Sorgi, assistente dell’Ucsi, definisce come “una felice e pregnante provocazione” l’invito del Papa rivolto a tutti i comunicatori di “essere sempre pronti a rendere ragione della speranza che è in noi. Una speranza – aggiunge il sacerdote – non aleatoria, non campata sulle parole e tanto meno sulle ideologie o sul mercato della comunicazione, ma sulla missione del comunicare per il progresso della scienza, per la salvezza dell’ambiente, per la pace, la giustizia, la riconciliazione, la solidarietà”. Nel suo commento, don Sorgi fa notare che “il punto di vista dal quale si muove il messaggio è lo Spirito Santo come custode della speranza nel cuore dell’uomo”. Lo Spirito Santo è il tema del secondo anno di preparazione al Giubileo, per questo, secondo don Sorgi, “è quasi scontato il riferimento a Lui per quanto riguarda la comunicazione sociale. E’ inatteso e stimolante invece – ha aggiunto il sacerdote – il punto di vita della speranza, dal quale il Papa si muove per sintetizzare un piccolo trattato sulla comunicazione, sui comunicatori e in particolare sui comunicatori cristiani”.