MONS. ANTONELLI: I TRIBUNALI ECCLESIASTICI AL “UN SERVIZIO DEI FEDELI”.

L’aumento del contributo che la Cei, con i fondi dell’otto per mille, eroga ai tribunali ecclesiastici regionali per alleggerire i costi dei processi matrimoniali, è “oneroso” ma elargito “volentieri perché è un servizio ai fedeli”. Lo ha detto oggi mons. Ennio Antonelli durante la conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, che si è svolto a Roma dal 19 al 22 gennaio. Come ha aggiunto mons. Domenico Mogavero, condirettore dell’ufficio problemi giuridici della Cei, la decisione di ridurre i costi delle cause di nullità matrimoniale a 700.000 lire per la parte attrice e a 350.000 per la parte convenuta, serve anche a sfatare “il pregiudizio diffuso che siano solo cause per ricchi”. Al termine del processo le parti in causa potranno versare, “in piena libertà”, un’offerta per “sovvenire alle necessità della Chiesa italiana”. “Questa destinazione specifica – ha precisato mons. Mogavero – intende eliminare ogni sospetto di connessione tra l’esito della causa e l’elargizione fatta”.Ogni tribunale ecclesiastico esamina in media un centinaio di cause l’anno, di cui circa il 90% si conclude con la sentenza di nullità: “Questo perchè c’è un lavoro previo di consulenza – ha chiarito mons. Mogavero -. I casi non proponibili non vengono presentati”. Per il servizio di consulenza è stata introdotta, presso ogni tribunale, anche la figura del “patrono stabile”, un professionista retribuito dal tribunale stesso che, su scelta delle parti, potrà seguire l’iter della causa.Le nuove norme sono entrate in vigore il 1° gennaio scorso.