Inumerosibambini nati in questi mesi “costituiscono la promessa di futuro e di vita per queste terre”.Così il Papa ha salutato le oltre 6 mila persone radunatesi a Cesi (Marche), seconda tappadella visita nelle zone colpite dal recente terremoto. “Forse – ha detto il Papa parlando abraccio – dopo anni questi bambini apprenderanno dai loro genitori: ‘Tu sei nato durante unsisma, e non sapevi niente…’. Anch’io sono nato in un momento di guerra, e non sapevoniente, ma ho mantenuto una grande ammirazione e gratitudine per coloro che in quellaguerra hanno vinto”. E ai genitori di questi bambini, oltre che a tutte le famiglie colpite dalterremoto, il Papa ha manifestato “ammirazione per la forza d’animo e per l’impegno concui hanno reagito alla dura prova di un sisma intenso e prolungato”. Il Santo Padre ha poisottolineato “la sorprendente risposta di generosità che il sisma ha sprigionato anche oltre iconfini delle regioni interessate”; particolarmente significativa è stata “la presenza di tantivolontari che, giunti da ogni parte d’Italia, hanno condiviso con i terremotati disagi epreoccupazioni, drammi e speranze”. Giovanni Paolo II ha auspicato che “al più presto sipossa tornare alla vita consueta: le case, le chiese e gli edifici pubblici, ricostruiti con criteriantisismici, saranno il segno del ritorno alla normalità, e soprattutto di un’identità spiritualeche permane e guarda verso il futuro”. Così come ad Annifo, dove aveva visitato ilcontainer del parroco, a Cesi il Papa è entrato nel container di una coppia di anziani,Celestino e Maria, 83 e 72 anni, sposati da oltre 50 anni. Nella chiesa-container di Cesi,infine, il Papa ha pregato davanti all’immagine della Madonna del Piano, ritrovata intatta trale macerie dell’omonimo santuario del ‘500. Per la prima volta dopo il terremoto unacampana, donata da una comunità bergamasca, ha fatto sentire i suoi rintocchi festosi.(segue)