PARIGI: UN CONVEGNO SUL “CONTRIBUTO” DEI CRISTIANI ALLA DIFESA DEI DIRITTI UMANI

In Francia, “patria” storica dei diritti umani ma anche dell’anticlericalismo più acceso, si discute dell’impegno dei cristiani per la tutela e la promozione dei diritti dell’uomo. L’occasione è offerta da un convegno che si conclude oggi a Parigi in occasione del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Il convegno si intitola “Diritti dell’uomo. Quale il contributo dei cristiani?” ed è organizzato dalla Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale francese e dalla Facoltà di Scienze Sociali ed economiche dell’Istituto cattolico di Parigi. I lavori si sono aperti ieri e sono intervenuti, tra gli altri, il prof. Marie, dell’Istituto internazionale dei diritti dell’uomo di Strasburgo, il caporedattore della Croix, Ernenweim, diversi rappresentanti di associazioni francesi di ispirazione cristiana. Oggi pomeriggio interverrà anche il presidente della Commissione Giustizia e Pace della Chiesa francese, mons. Jacques Delaporte, arcivescovo di Cambrai. “Le relazioni tra la Chiesa e i diritti dell’uomo sono state ‘movimentate'”, hanno fatto notare i relatori. Infatti, è stato ricordato, “i cattolici sono stati i primi oppositori alla loro proclamazione”, nel 1789, in piena Rivoluzione francese. Ma, gli stessi cattolici, ne sono diventati ora i più “ardenti difensori”. Perciò, “l’anniversario della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo deve diventare l’occasione per un nuovo dialogo su questi temi” tra credenti e non credenti.