Don VittorioIanari, studioso dell’Islam e incaricato del Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogo,compie un’analisi della crisi in Algeria. “Sia la Chiesa locale, sia il Papa, sia i vari episcopati -afferma don Ianari – hanno sempre seguito con grande apprensione l’evolversi della situazionein Algeria. Non c’è stata disattenzione. Senza dubbio, però, c’è la fatica di intravedere unastrada percorribile per trovare una soluzione. Questo è un problema che riguarda non solo laChiesa, ma soprattutto i politici. Le più recenti parole del Papa testimoniano proprio questapreoccupazione”.Ora, suggerisce Ianari, “è necessario convincere il governo algerino e leopposizioni a sedersi attorno ad una tavolo per cercare una soluzione politica e non militarealla crisi del Paese. Purtroppo, però, fino a questo momento, il presidente Zeroual si è semprerifiutato di sedersi intorno ad un tavolo e continua ad opporsi a qualsiasi ingerenza non solodei Paesi occidentali, ma persino dell’Iran. Del resto, anche le formazioni terroristichesembrano poco intenzionate ad accettare un dialogo politico in questa fase”. Circa le eventualiresponsabilità del regime militare di Zeroual nelle stragi, il sacerdote afferma: “C’è chi sostieneche la responsabilità per l’uccisione del vescovo di Orano, mons. Claverie, sia del regime enon dell’opposizione armata. Certamente la situazione è molto confusa e c’è l’evidenteincapacità del regime a frenare questa ondata di violenza”.