Mons. Andreozzi: “chiudere il Sial non significa ‘far tacere’ l’America latina”

Questo il commento di mons. Giuseppe Andreozzi, direttore dell’Ufficio Cei per lacooperazione missionaria tra le Chiese, alla decisione di sospendere l’attività del Sial, ilnotiziario quindicinale sull’America Latina a cura del Centro Unitario per la Cooperazionemissionaria tra le Chiese (Cum). L’iniziativa va inquadrata, ha spiegato mons. Andreozzi,nell’ambito del “duplice intervento, amministrativo-giuridico e contenutistico” nei confronti delCum, che ha dato luogo il 18 dicembre scorso all’istituzione, da parte della Cei, dellaFondazione di religione “Centro Unitario per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese”, il cuiConsiglio di amministrazione si è riunito ieri per la prima volta. Alla base di questa decisione,ha proseguito mons. Andreozzi (che è direttore della nuova Fondazione) “ci sono state ancheragioni di tipo economico, che hanno comportato la sospensione di alcune attività ed ilridimensionamento del personale impiegato”. Nonostante la chiusura del Sial, il cui deficitannuale era “di centinaia di milioni”, “l’informazione sull’America latina – ha assicurato mons.Andreozzi – continuerà ad essere una delle attività portanti del Cum, in modi e forme diverse,ma con l’attenzione e l’impegno di sempre”.