Ravagnan: “Nel `caso Di Bella’ devono prevalere i diritti del malato”

“L’attualenormativa tutela il malato oncologico come categoria protetta in modo da garantire la gratuitàdelle spese sanitarie”, ricorda il prof. Giampietro Ravagnan, direttore dell’Istituto di Medicinasperimentale del Consiglio nazionale delle Ricerche, in relazione al “caso Di Bella”. Perciò,afferma Ravagnan, “è un controsenso che deve essere sanato il fatto che alcuni farmacidebbano essere pagati da persone con tumore conclamato perché autorizzati con prescrizionidiverse da quella oncologica. Se si deve tutelare il paziente oncologico, qualsiasi farmacoprescritto dal medico per un malato di tumore dovrebbe essere a totale carico del Ssn”.Inoltre, prosegue il docente, “il giudizio definitivo sull’attività di un farmaco nelle patologieoncologiche può essere dato solo dopo anni di sperimentazione e su migliaia di casi, ma non èetico ad una persona che ha una prognosi infausta negare la speranza di un trattamento aseguito di prescrizione medica anche se non convenzionale con farmaci comunque approvatidal Ministero della Sanità; questo deve valere non solo nelle patologie oncologiche”. Ma “chi cirimette a questo punto sono solo i malati, quelli veri, che non hanno più l’attenzione chemeritano, che non possono più contare su un sistema che dia garanzie, pur costando allacollettività più di 100.000 mld all’anno”. (segue)