MONS. RIVA: “EDITH STEIN NON HA MAI RIFIUTATO L’EBRAISMO”

Lo afferma mons. Clemente Riva, vescovo emerito di Roma, esperto in ebraismo e dialogo interreligioso, commentando le polemiche sorte tra ebrei e cristiani, a proposito della canonizzazione di Edith Stein. Secondo alcuni esponenti ebraici, il Papa ieri ha proclamato santa la monaca carmelitana, nata ebrea, perché “martire cattolica” della Shoah e non in quanto ebrea, vittima delle persecuzioni naziste, come tutto il suo popolo. “Edith Stein – spiega invece Riva – non ha mai rifiutato l’ebraismo”. Le difficoltà con sua madre, ad esempio, “sono nate proprio perché Edith cercava di spiegarle che continuava ad essere ebrea e che anzi la vocazione cristiana la aiutava a vivere con maggiore intensità proprio le sue radici ebraiche”. Per don Vittorio Ianari, del Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogo, quella di Edith Stein, al di là delle polemiche tra ebrei e cristiani sulla “memoria” della Shoah, “è una figura veramente ‘di ponte’, un antidoto formidabile a qualsiasi rigurgito antisemita”. Per il mondo cattolico, infatti, sostiene Ianari, la nuova santa “rappresenta un modo per accostarsi con rispetto, venerazione e comprensione alla tragedia della Shoah, che molti di noi rischiano di dimenticare o di considerare come qualcosa di estraneo”.