Per arrivare ad una “riforma” del rito cristiano, occorre analizzare non solo come la cultura possa contribuire a riformare la liturgia, ma come la liturgia aiuti a riformare la cultura. E’ quanto afferma Andrea Grillo, docente al Pontificio Istituto S. Anselmo, che interverrà al seminario di studio sul rapporto tra liturgia e cultura, che comincia oggi pomeriggio a Roma per iniziativa dell’Ufficio liturgico nazionale, in collaborazione con l’Associazione dei professori di liturgia. Nella relazione tra liturgia e cultura, prosegue Grillo, è inevitabilmente coinvolta una “questione politica”, cioè pubblica, dai risvolti sociali e comunitari: “Un’adeguata articolazione tra religioso, etico e politico – aggiunge Grillo – richiede una rinnovata attenzione alla complessità con cui l’uomo accede alla libertà e perciò alla verità”. ” “Di qui l’importanza del progetto culturale orientato cristianamente, che “non è un progetto sulla cultura a partire da qualche posizione extraculturale. E’ un progetto che nasce dalla cultura stessa senza lasciarsi appiattire sul già realizzato ma lasciandosi provocare dalle istanze profetiche ed escatologiche del non ancora compiuto”. A sottolinearlo è Giorgio Bonaccorso, vice-preside dell’istituto “Santa Giustina” di Padova e anch’egli relatore al convegno, secondo il quale “il problema attuale è dove incontrare oggi Cristo, per poter coniugare in modo autentico le categorie culturali con l’inedito storico”. Ed è proprio la liturgia, per Bonaccorso, il luogo d’incontro con Cristo, attraverso il “vissuto” delle persone.” “