“La preadolescenza è l’età giusta per un primo, serio, annuncio della risurrezione della carne. Infatti, non c’è un’altra età della vita come la preadolescenza meno bloccata sul presente”. Ad affermarlo è don Tonino Lasconi, esperto di pastorale giovanile, in un articolo apparso sull’ultimo numero della rivista di approfondimento pastorale-catechistico “Via, verità e vita”.” “Secondo don Lasconi questo periodo della vita è caratterizzato dalla percezione “che la vita sarà domani”, ecco perché “a quest’età è possibile, oltre che importante, annunciare alle ragazze e ai ragazzi che la vita è un andare al di là”. Come prima accortezza fondamentale, spiega, “è necessario educare le ragazze e i ragazzi a volersi bene così come sono: in divenire”. I loro stati d’animo che oscillano tra entusiasmi e malinconie sono, in realtà, l’immagine di questa vita, fatta di alti e bassi, di gioie e dolori: “Non gli adulti che si considerano arrivati e sazi, ma essi, con la loro scontentezza e irrequietezza, sono il simbolo della vita. Gesù, che se ne intendeva, non ha proposto gli adulti come ideale di vita, ma i bambini”. Per questo, sottolinea, “la coscienza della provvisorietà e dell’attesa della vita definitiva va annunciata in positivo, cioè educando all’amore per la vita. Sbagliano, soprattutto con i preadolescenti, coloro che si illudono di spingere la gente a credere nel paradiso deprezzando e disprezzando questa vita”. Perché, ricorda don Lasconi, “chi non ama ‘questa’ vita difficilmente coltiverà il desiderio che essa duri per sempre”. Tra i suggerimenti don Lasconi propone anche “l’attenzione al linguaggio”: “Con i preadolescenti è vitale correggere alla svelta tutte le descrizioni del paradiso che sanno di bambinesco”. Meglio far capire loro, invece, che “la vita è troppo bella per rassegnarsi ad accettare che è destinata ad essere inghiottita dal nulla”. ” “