PINTOR (PASTORALE SANITARIA): NON SI PUÒ DELEGARE A NESSUNO LA LOTTA ALLA DROGA

“Grazie a San Patrignano e a tutte le comunità terapeutiche che si impegnano per il recupero dei tossicodipendenti. La Chiesa è con voi”. Lo ha detto mons. Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della sanità, intervenendo oggi a San Patrignano al meeting internazionale contro la droga promosso da “Rainbow – International Association Against Drugs”. Per Pintor “la lotta alla droga è un problema di tutti: famiglia, società, istituzioni e Chiesa. E non si può delegare agli addetti ai lavori. La vera prevenzione è l’educazione”. E la Chiesa può offrire un contribuito specifico alla prevenzione della droga educando ai valori della persona, della responsabilità e dei diritti-doveri. Inoltre, “nelle situazioni concrete – ha precisato Pintor – la Chiesa forma i giovani nelle associazioni, nelle scuole, negli oratori, perché è una comunità che educa alla fede cristiana, l’anima della vera formazione umana”.Tra gli altri è intervenuto anche don Antonio Mazzi. “La droga – ha sostenuto il fondatore della comunità Exodus – va affrontata come problema educativo a 360 gradi, senza continuare a litigare sui singoli aspetti del problema. Non si può affrontare il problema droga soltanto come disagio giovanile, perché così facendo non aiutiamo né i ragazzi né gli adulti, in quanto la droga è sintomo di problemi ben più complessi che implicano la crisi educativa e culturale della nostra società”. A proposito della distinzione tra droghe leggere e pesanti, don Mazzi ha detto: “Il capriccio è capriccio: non è né leggero, né pesante”.