Impegno politico dei cattolici nella sanità vuol dire chiedere “con forza” e “con tutta la determinazione possibile” che “le povere risorse disponibili siano destinate alla salvaguardia della vita ed a portare sollievo a chi realmente è sofferente”. Lo ha detto Francesco Cancellieri, presidente dell’Acos (Associazione cattolica operatori sanitari) che dal 23 al 25 ottobre terrà ad Assisi il VI Congresso nazionale sul tema “Presenza e impegno politico dei cattolici nella sanità”. “Per essere ancora più espliciti – ha proseguito Cancellieri – si vuol dire che in questo paese, oggi, un impegno politico dei cattolici nella sanità è quello di richiedere, ad esempio, una deviazione delle risorse dall’interruzione volontaria della gravidanza alla tutela della maternità disagiata”. “Il mondo della sanità – ha spiegato il presidente dell’Acos – è fortemente confrontato dalla preoccupazione economica e si insiste in maniera ossessiva ed ossessionante sulla limitazione delle risorse disponibili”. L’Acos non rimpiange “gli sprechi del passato”, pretende che “se le risorse sono limitate, non debbano essere sprecate con scelte demagogiche o ideologiche sacrificando i più deboli”. Cancellieri ha poi detto che i cattolici impegnati nella sanità “non sono più disponibili a dare deleghe in bianco a chi si proclama tutore dei valori evangelici” e che l’Acos farà attenzione “all’operato giorno per giorno di chi siede in parlamento o negli organi amministrativi periferici”. Ai politici, l’associazione chiede “il rispetto della dignità umana dal concepimento alla morte”, quale “priorità” nella destinazione delle risorse finanziarie e un “impegno programmatico che non faccia più del malato un oggetto di mercato”.