MONS. SUPERBO (AC): “RAFFORZARE IL PRIMATO DI DIO NELL’ASSOCIAZIONE”

“Sta emergendo quanto ci ha detto il Papa il 5 settembre a San Pietro: rafforzare il primato della vita spirituale e di Dio nell’associazione e dare alla vita associativa un senso missionario, per essere evangelizzatori nel mondo”. Lo ha detto mons. Agostino Superbo, assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica, facendo il punto sul convegno nazionale degli assistenti diocesani di Ac che si sta svolgendo in questi giorni a Rocca di Papa (Roma), con una partecipazione di circa 200 sacerdoti provenienti da tutte le regioni d’Italia. Tre sono le dimensioni a cui deve tendere la formazione dell’assistente diocesano. La prima si rifà all’affermazione paolina “Cristo sia formato dentro di voi”. “E’ una crescita – ha spiegato il vescovo – intesa come progressiva configurazione a Cristo e quindi è una crescita nella vita sacramentale. Ma perché questo sia possibile, è necessario dare una regola di vita spirituale per tutti. L’assistente è allora colui che accompagna, fa vivere pienamente la liturgia, offre un aiuto perché il laico sia docile alla voce dello Spirito”. La seconda priorità della formazione è la dimensione ecclesiale. In questa prospettiva, l’assistente diocesano è colui che “affianca il laico perché riconosca la Chiesa come Madre e perché senta di essere chiamato a mettersi al suo servizio per essere con la Chiesa testimone nel mondo”. La terza dimensione è quella “laicale e missionaria” e in questo caso “il presbitero è colui che aiuta al discernimento evangelico personale e comunitario”. Riassumendo, mons. Superbo ha detto che “gli obiettivi della formazione consistono nel dare un senso alla propria vita e non sfuggire dalla complessità ma viverla con Cristo da cristiani”. In questo senso, gli assistenti diocesani di Ac hanno ribadito “l’esigenza forte di camminare insieme, di non sentirci maestri arrivati ma piuttosto dei compagni di viaggio, che insieme con i laici vanno alla ricerca della santità”.