40° DALL’ELEZIONE DI GIOVANNI XXIII: MONS.CAPOVILLA, “IL PAPA DELLA FEDELTÀ E DEL RINNOVAMENTO”

Il 28 ottobre ricorre il quarantesimo anniversario dall’elezione di Papa Giovanni XXIII al soglio pontificio. In un intervista che apparirà sul prossimo numero del Sir, mons. Loris Francesco Capovilla, suo segretario particolare e arcivescovo titolare di Mesembria (già prelato di Loreto e delegato pontificio per il santuario Laurentano) parla di Giovanni XXIII come di un Papa che ha impostato il suo pontificato sul “fedeltà e rinnovamento”, secondo una formula da lui stesso coniata. “La sola fedeltà ridurrebbe la Chiesa ad un museo – afferma mons. Capovilla -, il solo rinnovamento la condurrebbe all’anarchia”. Per lui, “come per ogni altro Papa – precisa – rimane il pericolo che alcuni commentatori scivolino sull’aneddotica dei rotocalchi o sulla irrazionale mitizzazione. Alle nuove generazioni Giovanni XXIII dice che, egli sin da ragazzo, poi via via sempre più accentuatamente, scaldò la sua missione con tre amori: l’Eucaristia, la Madonna, il Papa”. Mons. Capovilla parla anche dell’insegnamento ricevuto dal “Papa della bontà”: “Mi ha lasciato l’ineffabile desiderio di pregare di più e meglio, di concedermi spazi di silenzio, di non polemizzare con chicchessia, di non bramare ricompense terrene; ed inoltre, il rimorso di non aver profittato a dovere delle sue lezioni, pietas tranquilla, pazienza inespugnabile, rispetto dei cosiddetti avversari”. E aggiunge un ricordo molto personale: “Quando accanto al suo letto di agonizzante, gli chiesi perdono del servizio scialbo (ancorché fedele) prestatogli, egli posò la sua mano sulla mia e mi disse parole che sono cicatrici nel mio animo : ‘Lascia stare. Basta così. Non ci siamo soffermati a raccattare i ciottoli che da una parte e dall’altra della strada ci piovevano addosso per rilanciarli. Abbiamo sofferto e servito, perdonato e amato’. Io qualche ciottolo l’ho raccattato e rilanciato. Me ne dispiace tanto, davvero”.